Self storage per il tuo home restaurant

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Self storage per il tuo home restaurant

Da Cracco a Cannavacciuolo passando per Barbieri e Alessandro Borghese, la moda Masterchef si diffonde sempre più nel Paese bianco rosso verde, rendendo la patria di mozzarella, pizza e pasta un teatro di competizioni gourmet e duelli all’ultimo sanguinaccio.

Se l’amore per pentole e mestoli ti appartiene da tempo e vuoi rispolverare il tuo diploma alberghiero, rendendo il tuo hobby una passione redditizia, potresti pensare di trasformare occasionalmente la tua casa nella location ideale dove far degustare a veri e propri clienti le tue pietanze…della serie se Maometto non va alla montagna…

L’home restaurant è infatti una tendenza che sta imperversando nella Penisola a cominciare da Milano e dintorni che in materia di nuovi trends non rimane mai indietro.

Ma come fare per “giocare allo chef” e attirare clienti nella propria dimora?

In primis ti piacerà sapere non dovrai aprire nessuna partita IVA. A meno che non superi i 5 mila euro annui, infatti, potrai erogare una ritenuta d’acconto occasionale.

L’iter che dovrai seguire comprende poi la compilazione del modulo SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) da presentare al Comune di residenza, dove indicherai l’indirizzo del tuo home restaurant, i mq, l’eventuale presenza di parcheggi, ecc.

Dovrai poi dar prova di possedere alcuni requisiti, come aver lavorato per almeno 2 anni nel settore, avere un diploma inerente all’attività, oppure aver frequentato un corso SAB per la somministrazione di alimenti e bevande.

Ti serviranno quindi alcune certificazioni, come l’HACCP e alcuni requisiti strutturali e funzionali (impianti a norma, la possibilità di utilizzare la canna fumaria, imballaggio e conservazione di alimenti etc.).

Dopo questi passaggi burocratici sarai pronto per l’avvio del tuo home restaurant, ma i clienti dove li trovi? Non puoi mica invitare mamma e presentarle il conto a fine serata 😉

In soccorso, come per tutto del resto, ti viene internet e i social network che ti permetteranno di sponsorizzarti e di fare crescere la cerchia di ospiti alla tua tavola.

Gnammo e Ceneromane.com, in particolare, sono nati allo scopo di migliorare la gestione del fenomeno home restaurant, trattenendo circa il 15% del guadagno totale per aver fatto da tramite tra il ristoratore casalingo e gli ospiti. Esistono infine portali per pasti low cost come Peoplecooks, dove un pranzo non supera i 6 euro.

L’ultima tappa riguarda la location. E’ vero che i tuoi ospiti sanno di andare a cena in una vera e propria abitazione ma anche l’occhio vuole la sua parte: i giocattoli sparsi per il pavimento e la cuccia del cane in bella vista non sono proprio ammissibili, per non parlare dei soprammobili di cattivo gusto regalati dai parenti a Natale e la mole di libri e riviste impilate su ogni tavolo o tavolinetto.

Infine ricorda che anche la cucina dovrà avere il giusto spazio per permetterti di cucinare con ordine e tranquillità. Quindi via tutto il superfluo: quello potrà essere comodamente riposto in un deposito BoxUp per tutto la durata della tua esperienza culinaria.

Per il momento è tutto, Bonne appetit! 🙂