Smart working: sì o no?

Sì, lo dice la parola stessa: lo smart working è un lavoro intelligente e, più nello specifico, per la legge italiana è il “lavoro agile”. Si tratta del lavoro da casa che, se avviato e svolto nel modo giusto, può davvero cambiare la vita delle persone: ogni lavoratore svolge le sue mansioni lavorative dal proprio domicilio, senza vincoli di orari, e può organizzare il lavoro come meglio crede.

In pratica, si tratta del vecchio “telelavoro” che, ad oggi, prende appunto il nome di “lavoro agile” e smart working, ed è accompagnato dalla normativa italiana num. 81 del 22 maggio del 2017. In tutto il mondo è quasi una costante, ma in Italia non è ancora una modalità di lavoro molto diffusa. Ad ogni modo, chi lo ha scelto non si sta lamentando di certo!

I numeri parlano chiaro…

Negli Stati Uniti, circa il 37% dei lavoratori dipendenti stanno lavorando da casa, mentre in tutta Europa si parla solamente del 17% e, nella nostra penisola, nel 2017 si è toccato solo l’8%, che si concretizza in circa 305mila smart worker. Sicuramente, rispetto agli anni precedenti, la percentuale si è alzata. Tuttavia, lo smart working dovrebbe essere preso un po’ più in considerazione.

Infatti, è stato stimato che se circa il 70% dei lavoratori operasse da casa, ogni azienda potrebbe comportare un incremento della produttività pari al 15%, che si tramuterebbe in un fatturato più elevato, ma anche in una riduzione delle spese (sia per il lavoratore stesso che per l’azienda che lo ha assunto) e dell’assenteismo che oramai è un problema per molte realtà aziendali.

Questa tipologia di lavoro da dipendente può comportare inoltre una maggiore motivazione e una notevole soddisfazione da parte del lavoratore, nonché un minore inquinamento atmosferico (dovuto all’assenza di spostamenti continuativi e agli stessi orari). Perciò, smart working sì oppure no? Questa premessa e questi numeri ci fanno pensare proprio che la risposta dovrebbe essere sì.

Come organizzare al meglio lo smart working?

Le aziende possono tranquillamente ridurre le dimensioni dei loro ambienti lavorativi e avvalersi invece di self storage per lo stoccaggio di prodotti e per l’archivio dei documenti: noleggiare lo spazio necessario è molto più conveniente rispetto all’affitto o all’acquisto di edifici più grandi e pieni di uffici per i dipendenti.

Anche lo smart worker potrebbe fare lo stesso. Tutto ciò che non serve nel proprio ufficio casalingo, come ad esempio le scorte di cancelleria offerte dall’azienda, potrebbero trovare posto in un box a misura delle sue esigenze. Questo piccolo magazzino temporaneo potrebbe inoltre essere utile per conservare oggetti in disuso e mobili che non servono, portando così a fare più spazio per il proprio angolo di lavoro.

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